Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

LA VALNERINA
Frate Francesco d'Assisi e la Valnerina
Insediamenti Francescani duecenteschi in Valnerina
San Lazzaro del Valloncello
Visso
Norcia
San Benedetto da Norcia
Monte San Martino
Cascia
Ocosce
Monteleone di Spoleto
Vallo di Nera
Borgo Cerreto
Casteldilago
Montefranco: convento di San Bernardino da Siena
LA VALNERINA

LA VALNERINA

La splendida Valnerina umbra

 

 

L a Valnerina - definita la “Tebaide dell’Umbria” -, per la solitudine degli anfratti naturali, fu prescelta dagli eremiti dei secc. V e VI, al pari del deserto degli anacoreti egiziani. Secondo la “Leggenda XII Sociorum” e i “Tre Leggendari” del sec. XII - provenienti dalle località valneriniane di San Brizio e da San Felice di Narco -, ben 300 Siriani emigrarono da Antiochia di Cesarea in Umbria, al tempo di Teodorico (514). Movente di sì forte emigrazione sarebbe stata la cruenta persecuzione dell’imperatore ariano Anastasio Dikoro (491-510) e del vescovo eretico Severo di Antiochia.

I Siriani, giunti in Umbria con le loro famiglie, costituirono “laure” di liberi anacoreti a Monteluco, in Valnerina e nella Valle Castoriana (la “laura”, o “lavra ”, è una struttura organizzativa composta da un insieme di celle autonome, ricavate in grotte o costituite da capanne facenti capo ad una chiesa). Essi passarono gradualmente dalla vita anacoretica a quella cenobitica, imitando i grandi Santi egiziani. Conoscevano e “vivevano” la “Regola di Pacomio”, la “Vita anastasiana di Sant’Antonio”, le “Vitae Patruum”, la “Regula brasiliana”.

San Lorenzo Illuminatore, secondo il “I° Leggendario”, emigrò nell’Umbria meridionale al tempo del papa Ormisda e del re Teodorico. Si ritirò presso Penolaco (Casteldilago), e nel 521 fu eletto superiore degli eremi, dirigendo la “laura” di Monteluco di Spoleto, per circa un ventennio. Nel 541, quando il vescovo di Spoleto Giovanni fu decapitato dai Goti, il papa Vigilio lo elesse vescovo della diocesi spoletina. Nel 552, dopo 11 anni di episcopato, si ritirò in Sabina, ove fondò l’Abbazia di Farfa, sotto la Regola di San Benedetto. Morì intorno al 576.

I Santi Giovanni e Lazzaro, anacoreti nel versante opposto a Monteluco, vissero in un eremo della Valle Suppenga, ove fondarono il cenobio di San Pietro in Valle, presso Ferentillo.

San Felice e San Mauro, a detta del “II° Leggendario” , furono i bonificatori della paludosa Valle del Nera. Vissero nell’eremo dove, successivamente, sorse il priorato di San Felice di Narco.

I Santi Eutizio, Spes e Fiorenzo sono documentati dai “Dialoghi di San Gregorio Magno”. Vissero in Valcastoriana, presso Norcia.

L’intera Valle del Nera - a detta di Ansano Fabbi - «può giustamente chiamarsi culla spirituale del movimento benedettino. Infatti fu dietro queste esperienze giovanili anacoretiche e cenobitiche, che Benedetto, allo scorcio del sec. V, contestò in Roma le scuole ancora idolatre, per ritirarsi nella Valle dell’Aniene a fondarvi una laura cenobitica simile a quella campiana di Santo Spes» (A. Fabbi, Guida alla Valnerina, 1977).


L'abbazia di San Pietro in Valle

 


Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



Property of "Sacred Convent of Assisi".
Management by: DreamNet Ltd